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Le comunità del Free Software come organizzazioni complesse.Il ruolo del design verso una cultura Open Knowledge

Questo paper è stato presentato alla Conferenza Nazionale Software Libero, Cosenza, nel maggio 2007

Le comunità del Free Software come organizzazioni complesse. Il ruolo del design verso una cultura Open Knowledge

get the full text proceeding (italian) | by Francesca Valsecchi, Massimo Menichinelli

abstract

L’esperienza del Free Software ha esplicitato nuovi modelli organizzativi basati sull’idea di comunità e sulle pratiche della condivisione e del fare comune. La diffusione di strumenti informatici e di forme organizzative
comunitarie ha contribuito al crescere della sensibilità che la società e gli individui oggi hanno verso l’idea di rete, come infrastruttura e tecnologia, e di connettività, come attributo di sempre maggiore rilevanza nel proprio agire quotidiano.
L’opportunità di traslare l’esperienza organizzativa del Free Software e interpretarla in altri ambiti sociali e


disciplinari è una delle eredità culturali del mondo digitale. Le comunità del Free Software sono cresciute grazie alla loro capacità di sviluppare autonomamente strumenti di auto-organizzazione della comunità stessa. Questa competenza ha attirato l’interesse di ricerca da parte di altre discipline, che ne hanno individuato e apprezzato i principi organizzativi fino a considerarli non solo replicabili ma anche in parte pre-esistenti all’esperienza del Free Software stesso.
Ci sono già molti esempi di comunità che sfruttano a proprio vantaggio la distribuzione delle risorse (partecipanti, informazioni, beni materiali) attraverso la costruzione di reti collaborative aperte e paritarie per svolgere una attività specifica.
La comunità è un caso interessante di come sia possibile affrontare la complessità senza ridurla, facendo leva sulla propria complessità organizzativa. Rappresenta quindi un modello di rottura con la modernità che basa il suo essere nella riduzione della complessità e della diversità e nello sfruttamento del già noto.

Questa capacità di generare strumenti e forme auto-organizzative in grado di risolvere problemi complessi ha incontrato gli interessi di ricerca del mondo del design.
Disciplina tradizionalmente orientata al problem solving, il design si trova ad affrontare la complessità interrogandosi su quali siano gli strumenti concettuali e operativi ad essa adeguati. Per affrontare le emergenze della sostenibilità (ambientale, sociale, economica) caratterizzate da un alto grado di complessità, il design sta rivolgendo il suo interesse al Free Software e alle comunità; non solo replicandone le forme organizzative caratteristiche come risultato, ma adottandone le pratiche e facendole proprie all’interno del processo progettuale. Il design tenta quindi di replicare reti comunitarie generatrici di soluzioni sostenibili interpretandone al contempo gli strumenti e il modello organizzativo. Si ha una trasformazione del progettista da un ruolo di server ad uno di enabler, dalla fornitura di soluzioni alla progettazione di strumenti per una autonoma costruzione di soluzioni. Nel ruolo di mediatore e facilitatore di relazioni nei processi creativi e nei contesti strategici si esprime la capacità dei progettisti di intervenire a supporto delle comunità e di costruire con esse pratiche di socializzazione e condivisione delle attività di sapere.
Le comunità a cui il design si interessa usano saperi vivi, il saper fare e le competenze come fonti delle loro ricchezze operative; grazie alla propria natura organizzativa, la comunità gestisce in maniera più efficace informazioni e conoscenza, valorizzate come proprietà collettive fondanti. Apprendere dalle comunità forme organizzative e assumerle all’interno della metodologia disciplinare significa per il design anche apprendere forme di gestione della conoscenza che rispettano l’idea di comunità.
Attraverso la facilitazione di relazioni di socialità e scambio, il design si configura come una disciplina della conoscenza; contribuisce all’accrescere del sapere disciplinare come patrimonio pubblico di risorse e all’expertise del progetto come esperienza di una comunità; nella prospettiva delle comunità sociali agisce come mediatore di relazioni orientate allo scambio, al sapere pubblico e ad una interazione ricca tra l’attore individuo e l’attore collettivo.

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