Identità delle architetture plurali.
Ruolo delle comunità nella fenomenologia della rete
pubblicato in Matteo Ciastellardi, Le architetture liquide, Milano, LED, 2009
Fluidità: connettivo e complesso
Il concetto di architetture liquide descrive l’esito di una possibile rilettura dei dispositivi di conoscenza e comunicazione che tenga conto delle trasformazioni fenomenologiche ed epistemologiche che animano la società della rete.
La fluidità, che va oltre la capacità dei fenomeni di assumere lo stato di liquidi, esprime la possibilità di configurazioni mutevoli delle forme, includendo la
trasformazione come atto costitutivo del fenomeno e rendendo necessaria la riflessione su meccanismi modi e strumenti delle
attività cognitive che, nati e progettati per agire nel mondo solido, non sembrano adattarsi con efficacia ai nuovi scenari.
Gli oggetti informativi del mondo solido sono essenzialmente patrimoni codificati e localizzati, legati a una forte tracciabilità della loro costituzione e validati secondo
criteri diversi che sono per lo più legati all’autore, alla rete distributiva e alla consistenza del dibattito che sono in grado di innescare (e che spesso intreccia autori e distribuzione). Il sistema cognitivo a essi riferito si costituisce in sorgenti e risorse (contenuti) ma soprattutto in meccanismi di accesso (interfacce, contesti d’uso, normative di accesso), ovvero in mezzi e strumenti che mediano l’interazione dei soggetti con l’informazione e vanno a costituire gli spazi della conoscenza.
